Tre cavalieri della Sartiglia con maschere bianche, berretti rossi e gilet rossi su cavalli grigi bardati di coccarde rosse e oro
Tre cavalieri della Sartiglia con maschere bianche, berretti rossi e gilet rossi su cavalli grigi bardati di coccarde rosse e oro — foto: cogitosergiosum · CC0 · Wikimedia Commons

C'è un Carnevale, in Sardegna, che non ha nulla a che vedere con coriandoli e carri allegorici. A Oristano, l'ultima domenica e il martedì di Carnevale, la città si raccoglie attorno alla Sartiglia, una giostra equestre di origine medievale in cui cavalieri mascherati lanciati al galoppo cercano di infilzare una stella appesa a un nastro. È uno spettacolo di abilità, ma anche un rito carico di simboli, che gli oristanesi vivono con enorme partecipazione.

Una giostra dalle radici antiche

La Sartiglia è considerata uno degli ultimi tornei equestri di origine medievale ancora vivi nel Mediterraneo. Un documento del 1547-48 conservato nell'Archivio Storico di Oristano registra già spese per una "Sortilla" celebrativa, segno che la tradizione affonda le radici in secoli lontani. Nel tempo la giostra ha assunto anche un significato augurale legato alla terra: più stelle vengono colpite, più ricco sarà il raccolto dell'anno.

I gremi, custodi della festa

A organizzare la Sartiglia sono i gremi, le antiche corporazioni di mestiere nate sul modello di quelle spagnole. Furono abolite per legge nel 1864, ma a Oristano, come a Sassari, sono rimaste vive come custodi delle tradizioni. La corsa della domenica è affidata al Gremio dei Contadini, quella del martedì al Gremio dei Falegnami: ciascuno sceglie il proprio capocorsa e cura ogni dettaglio della giornata.

Su Componidori, il semidio a cavallo

Il protagonista assoluto è Su Componidori, il capocorsa. La sua trasformazione avviene in pubblico, con la vestizione: sopra un tavolo, sa mesitta, viene abbigliato dalle massaieddas, giovani donne in costume sardo che curano ogni dettaglio dei suoi abiti e gli pongono sul volto una maschera di legno. Da quel momento l'uomo diventa una figura quasi sacra, un semidio che non deve toccare terra fino alla fine della giornata. Lo affiancano due aiutanti, su segundu e su terzu cumponi.

La corsa alla stella

Il cuore della festa è la corsa alla stella, che si svolge nei pressi della Cattedrale. I cavalieri, mascherati e in abiti di foggia sardo-spagnola, scendono al galoppo uno dopo l'altro cercando di centrare con la spada la stella appesa sopra il percorso. Su Componidori apre la corsa; dopo la spada gli viene consegnato anche lo stocco, un'asta di legno lavorato con cui tentare di nuovo il colpo, considerato ancora più difficile.

Al termine della corsa arriva uno dei momenti più emozionanti: sa remada. Su Componidori percorre il tracciato completamente disteso sul dorso del cavallo, benedicendo la folla con sa pipia 'e maju, un mazzo di violette unite a un fascio di pervinche e avvolte in un nastro verde.

Le pariglie in via Mazzini

Nel pomeriggio l'attenzione si sposta sulle pariglie: gruppi di cavalieri lanciati al galoppo eseguono acrobazie spericolate in equilibrio sulla groppa dei cavalli, tra gli applausi del pubblico. Al tramonto la giornata si chiude con la svestizione di Su Componidori, che torna a essere un uomo come gli altri.

Consigli per assistere

  • Informatevi per tempo: la data cambia ogni anno perché segue il calendario del Carnevale. Controllate il programma ufficiale con largo anticipo.
  • Posti e tribune: lungo i percorsi della corsa e delle pariglie lo spazio è limitato; verificate sui canali ufficiali come e dove è possibile assistere.
  • Arrivate presto: la vestizione e l'uscita del corteo richiamano molta gente fin dalle prime ore.
  • Vestitevi a strati: a febbraio le giornate possono essere miti al sole ma fresche e ventose nel pomeriggio.
  • Rispettate i cavalli: seguite sempre le indicazioni del servizio d'ordine e non superate le transenne.

Dove informarsi

Il programma, le modalità di accesso e gli orari di ogni edizione vengono pubblicati dal Comune di Oristano e dagli organizzatori della manifestazione. Un buon punto di partenza è la scheda dell'evento sul portale ufficiale del turismo regionale, sardegnaturismo.it.

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